Psicologia

Tra bambino immaginario e reale, un luogo per incontrarsi (e riconoscersi)

bambino immaginario

La gravidanza, la nascita, la genitorialità rappresentano momenti e tappe esistenziali particolarmente intensi ed evocativi nell’individuo, ma anche nella società.

Il figlio in arrivo è spesso oggetto di fantasie, dubbi, aspettative più o meno realistiche. Egli si pone come collegamento tra la propria storia passata e quella futura, tra ripetizioni e nuove possibilità.

La coppia che progetta un figlio, o che è già in attesa, inizierà a creare degli spazi esterni concreti, spesso veicolanti allegre ristrutturazioni.

Ma basta davvero predisporre uno spazio “fuori”?

E lo spazio interiore, quello del cuore e della mente? La coppia ha anche il compito di elaborare spazi psichici, che vadano a collocare il nuovo arrivato all’interno dell’individuo, nella coppia, nella famiglia allargata. La nascita psicologica del figlio nella mente dei genitori non avviene necessariamente di pari passo con la nascita reale. Il bambino mentale può esistere già da molto tempo prima, sebbene in forme diverse per la mamma e il papà.

In genere, a partire dal sesto mese di gravidanza, la donna inizia ad avere un rapporto realistico con il figlio atteso, immaginandone sembianze e intrattenendo con lui/lei dialoghi immaginari. Tale processo avviene meno frequentemente per l’uomo, che spesso ha bisogno di poter vedere e toccare concretamente il bambino.

Diventare genitori evoca emozioni e pensieri legati alla vita, alla speranza, ma anche alla paura e alla morte, in un intreccio difficile da oggettivare. Possiamo dire che è un evento che veicola luci ed ombre, anche se quest’ultimo aspetto spesso viene poco valorizzato se non addirittura negato.

Integrare il bambino immaginario con il futuro bambino reale potrà essere uno dei compiti della coppia nell’attesa. Compito da elaborare individualmente, ma anche in tandem.Il bambino immaginario, quello perfetto, con pelle liscia e levigata, dormiente da subito e in grado di far comprendere velocemente i propri bisogni, lascerà gradatamente il passo al bambino reale spesso urlante, con riposini fulminei e cambiamenti repentini. Una volta venuto al mondo, potrà essere utile ai neo genitori, qualche volta, tornare a far visita in maniera simbolica alle emozioni che hanno accompagnato il bambino immaginario. Emozioni in grado di dare la carica nei momenti fisiologici di difficoltà.

Dottoressa Ivana Oggero

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