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Quasi mamma? Parliamo di fecondazione assistita

fecondazione assistitaQuello della fecondazione assistita o artificiale è un argomento tra i più dibattuti negli ultimi anni. Premesso che non sono un medico, provo a riportare in questo post quello che ho capito nel modo più obbiettivo possibile, sperando che sia utile. Tratterò per il momento solo la fecondazione in cui vengono utilizzati ovocita e liquido seminale dei due aspiranti genitori, riservando alla cosiddetta fecondazione eterologa un capitolo a parte.

Fecondazione assistita: quando?

Si prende in considerazione di ricorrere ad un aiuto esterno dopo un certo numero di mesi di rapporti non protetti senza che si instauri una gravidanza. In genere dopo un tempo che varia da 6 mesi a 1 anno il vostro medico vi prescriverà delle analisi volte a capire se ci sono problemi da parte maschile, femminile o da entrambi i lati. Per la donna si inizia con dosaggi ormonali, l’uomo farà uno spermiogramma (conta e verifica della mobilità degli spermatozoi).

Se le analisi non evidenziano problemi si può andare avanti con le indagini e verificare ad esempio se le tube, i condotti che portano l’ovocita dalle ovaie all’utero, sono o meno aperte o ancora se l’utero presenta delle anomalie come fibromi ecc. Le analisi sono molte e possono anche non evidenziare niente di anomalo. Se invece qualche anomalia è presente oppure se si ricade nelle cosiddette sterilità non spiegate è possibile farsi aiutare.

Quali tecniche per la fecondazione assistita?

Le metodologie sono a grandi linee due:

L’inseminazione intrauterina (IUI o I livello): Viene utilizzata quando ci sono problemi non gravi di mobilità degli spermatozoi. Il liquido seminale, dopo essere stato trattato in laboratorio viene convogliato, attraverso un catetere, nell’utero femminile. Ovviamente la donna sarà sottoposta ad una blanda stimolazione ovarica e l’ovulazione sarà indotta dagli ormoni. In pratica si favorisce il più possibile l’incontro tra spermatozoo e ovocita.

Nel caso della FIVET (II livello) ‘l’incontro’ avviene invece in vitro. Questa tecnica mira a far produrre alle ovaie quanti più ovociti possibili (attraverso una stimolazione in alcuni casi molto forte), estrarli con un piccolo intervento e far sviluppare l’embrione (con il seme del compagno/marito). Dopo qualche giorno l’embrione o gli embrioni (non più di 3) saranno trasferiti nell’utero dove si spera si impianteranno e continueranno a crescere. Questo metodo si applica quando gli spermatozoi sono pochi o poco mobili e comunque in tutti i casi in cui l’incontro tra le due componenti non può fisicamente avvenire nell’utero femminile.

Quanto costa?

Tutto dipende dal centro cui ci si rivolge, se si opta per un centro pubblico o convenzionato si paga un ticket (che varia a seconda delle Regioni), nel privato i costi sono molto più alti, in entrambi i casi comunque dipendono dal tipo di trattamento cui ci si sottopone. L’inseminazione di I livello è ovviamente molto meno costosa, mentre per una FIVET in un centro privato si possono spendere alcune migliaia di euro.

Se avete bisogno di un elenco delle strutture cui è possibile rivolgersi in Piemonte lo trovate qui.

 

 

 

 

 

 

 

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