Gravidanza, Prima Infanzia

Lotus Birth: ne avete già sentito parlare?

Lotus Birth

La prima volta che ho sentito parlare della pratica del Lotus Birth, non vi nascondo, ho provato un po’ di raccapriccio, ma siccome le cose è sempre meglio conoscerle e informarsi, ho raccolto qualche informazione aggiuntiva, che condivido con voi.

Che cosa è il Lotus Birth?

Si tratta di una pratica che prevede che, al momento del parto, il cordone ombelicale non venga tagliato, in tal modo, dopo l’espulsione della placenta, il piccolo vi rimane collegato per alcuni giorni, fino a che non avviene il distacco fisiologico. La teoria su cui si basa questo tipo di parto sostiene che vi siano importanti sostanze nutritive che il piccolo può ricevere ancora dalla placenta e che comunque il distacco dalla componente che ha nutrito il bambino nella pancia della mamma debba avvenire in modo graduale.

Ma come si fa?

Il bambino vive i primi giorni della sua vita fuori dall’utero materno attaccato alla placenta, che deve essere tenuta vicino a lui adottando qualche precauzione in modo da favorirne l’essiccazione. Questo tipo di pratica è certamente possibile se si sceglie di partorire in casa mentre per il parto in ospedale ci sarà probabilmente qualche difficoltà aggiuntiva.

Secondo molti medici il Lotus Birth non sarebbe in realtà utile al piccolo, perché lo scambio di sangue placentare si interrompe qualche minuto dopo la nascita.

In ogni caso prima di decidere è sempre bene informarsi e ascoltare pareri differenti in modo da valutare gli aspetti a favore e anche le eventuali controindicazioni.

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