Psicologia

IO SBAGLIO, TU SBAGLI, EGLI SBAGLIA…VOCE DEL VERBO CRESCERE!!

Crescere

Le parole. Ci accompagnano da sempre, hanno un valore fondante, il potere di definire, classificare, ordinare, talvolta distruggere. Le parole però a me più care sono quelle che curano.

Ci sono poi parole che diventano particolarmente significative per noi individui, che hanno il compito felice di educare e crescere altri piccoli individui. Come genitori sperimentiamo, a volte procediamo per tentativi ed errori. Anche i bambini agiscono così, avventurandosi nel mondo gioiosi e con curiosità, a volte timorosi e bisognosi di rassicurazioni.

Da adulti, poi, abbiamo sviluppato una certa capacità nel gestire i nostri sbagli e i nostri fallimenti. I figli a loro volta andranno incontro a questo tipo di esperienze, che è ormai assodato, hanno un valore istruttivo.

Come possiamo aiutare però i piccoli a vivere lo sbaglio, il fallimento come qualcosa di utile, di costitutivo dell’esperienza umana? Si tratta di interiorizzare il concetto per cui dopo uno sbaglio, una battuta d’arresto si può ripartire e provare a fare meglio. Gli esseri umani di fronte alle esperienze effettuano un’analisi più o meno accurata delle variabili che lo hanno facilitato oppure ostacolato.

In tal senso, ci viene in aiuto la psicologia dell’attribuzione che parla di “locus of control”.

Tale modello evidenzia come la percezione che le persone hanno di se stesse e della realtà è un punto di vista.

Julian Rotter, psicologo statunitense e ideatore di tale teoria, ha differenziato tra controllo esterno ed interno. Nel primo caso si tende ad attribuire gli eventi a fattori esterni, come il caso, la fortune, le altre persone… Nel caso di locus of control interno si attribuisce ciò che accade a se stessi e a fattori su cui si ha un controllo. E’ utile conoscere questo modello, perché ognuno di noi ha un’influenza sugli eventi, successi o insuccessi, ma spesso non in modo totale. Attribuire esclusivamente a se stessi un fallimento può portare a lungo andare a vissuti di colpa e inadeguatezza. D’altra parte cercare sempre scuse o cause esterne ha un effetto deresponsabilizzante.

Ecco perché con i bambini può essere utile, fin da piccolissimi, parlare di eventi sbagliati circoscritti, su cui possiamo attuare un’azione riparativa, situazioni che forniranno loro un modello futuro, per evitare gli stessi sbagli. Tale indirizzo si rivela particolarmente efficace nell’ingresso a scuola, in cui ci si confronterà con la valutazione, che è importante che tenga conto, non solo del risultato finale, ma dell’impegno e dello sforzo prodotti.

In parole semplici un messaggio potente è non tanto: ottieni il massimo, ma fai del tuo meglio!

Plutarco ci diceva saggiamente che la mente di un bambino non è un vaso da riempire,

ma un fuoco da accendere.

DOTTORESSA IVANA OGGERO, psicologa.

www.sentierideldialogo.it

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