Vita da mamma

I bambini e il sonno…e la mia in particolare

i bambini e il sonno

Premetto una cosa, mentre inizio a scrivere questo post mia figlia mi ha chiesto per la trecentesima volta l’acqua, rimandando ancora un po’ il momento in cui si addormenterà, è tardi e non so esattamente quanto abbia dormito al centro estivo. L’idea di trattare il tema sonno è dovuta all’allarme, lanciato in questi giorni da molti pediatri, riguardante l’influenza del dormire poco su molte attività dei nostri piccoli. Sembra infatti che alla mancanza di sonno o ad una sua scarsa qualità possano essere ricondotti disturbi quali iperattività e i deficit di attenzione e di apprendimento.

I bambini e il sonno

Che i bambini debbano dormire molto è risaputo, ma quali sono le cose che possono disturbare il loro sonno? Vediamo un po’. Caffeina: credo che questa precisazione valga per alcune bevande gassate, scommetto che non fate un caffè doppio ai vostri bimbi dopo cena, vero? Cibo: anche mangiare troppo pesante non favorisce il buon dormire, questa è valida anche per i grandi. Tecnologia: pare che videogiochi e televisione non invoglino i piccoli al sonno ristoratore. Eccesso di attività: questa in effetti è difficile da pensare, ma molto impegnati e molto stanchi non significa meglio riposati il giorno dopo. Date ai vostri bimbi il tempo di organizzarsi attività e giochi in autonomia, magari annoiandosi anche un po’.

E la mia?

Mia figlia ha 4 anni e dorme abbastanza, contando che fa ancora un congruo sonnellino pomeridiano e a parte questa sera. Si addormenta nel proprio letto in autonomia spesso dopo aver letto una storia assieme a mamma e qualche volta dopo aver tentato di contrattare una soluzione alternativa, come la nanna nel lettone. Ma riguardo questo come su poche altre cose sono stata inflessibile, la regola qui è ‘Ciascuno dorme nel proprio lettino‘ e Alice l’ha sentita ripetere come un mantra a partire da quando, esasperata dalla routine addormentamento nella camera di mamma e papà-trasferimento nel lettino ho deciso di applicare la nostra personale versione del crudele metodo ‘Fate la nanna’.

A noi è andata bene, nel senso che la piccola Alice di nemmeno un anno ha compreso la faccenda, protestato debolmente per un paio di sere e poi si è più o meno adattata alla situazione. Si fanno eccezioni in pochi casi, come ad esempio la malattia e altre calamità naturali.

You Might Also Like

Lascia un commento

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*