Mondo Gemelli

Attente a ciò che desiderate

baby-49001_640Mi ricordo che già alle scuole superiori scherzavo con mia mamma dicendole: “Quando sarò grande, ho deciso, farò due gemelle e poi te le porterò per farmi aiutare…”.

Devo dire, però, che MAI, nei miei voli pindarici, mi sarei immaginata di avere così tanta abbondanza! Sono mamma di tre splendidi bambini: Emma, Jacopo e Edoardo!

Un’avventura iniziata più di 5 anni fa in una freddissima giornata di marzo quando durante un’ecografia, il ginecologo “avvista” prima uno e poi due cuoricini che battono… Però l’occhio attento e sgranato di mio marito avvista un altro battito, è ufficiale sono tre!

Devo dire che il panico c’è stato, ma è durato veramente una frazione di secondo: in un lampo mi sono passati per la mente mille e più pensieri e preoccupazioni, che subito dopo hanno lasciato il posto alla bellezza del momento! Ho guardato mio marito e ho realizzato che era tutto reale: non eravamo più una semplice coppia, lui era papà e io mamma… WOW!

Da quel momento in avanti, la gravidanza non è stata una passeggiata, ma giorno dopo giorno ho imparato a convivere con le nausee e tutto il resto! Inutile dire che l’estate del 2009 è stata una delle più roventi che ricordo… ma tutto fa crescere e fortifica! Nei miei 8 mesi scarsi di gravidanza, ho avuto, per motivi diversi, 4 o 5 ricoveri, di mamme ne ho incontrate parecchie e di storie conosciute altrettante! Lì mi sono resa conto che ogni “dramma” deve essere sempre messo nella giusta prospettiva e ricondotto alle reali dimensioni!

Comunque sia è singolare come il tempo si dilati e non passi mai quando sei in attesa, nel mio caso in “dolce attesa”… Ho ricordi molto chiari e ben nitidi di tutto il periodo, ma quello che ricordo più dettagliatamente e il giorno in cui sono nati i miei tre frugoletti!

Il risveglio, la preparazione all’operazione, l’arrivo di mio marito e dei miei genitori, le chiacchiere in attesa che arrivasse l’infermiera, il saluto dolce di mia mamma mentre entravo in ascensore… L’arrivo nella sala pre-operatoria, la pre-anaestsia, l’infermiera che mi domandava come si chiamassero i bimbi (minuto di panico… ma ero certa dell’ordine di uscita e quindi Emma, Edoardo e Jacopo), l’arrivo nella sala, il saluto al medico (tra l’altro amico di vecchia data di famiglia), l’anestesia spinale (che ti da la sensazione di non averre più gli arti inferiori…) e l’inizio, di quello che io chiamo ‘l’assalto alla diligenza’… Ero su uno stretto tavolo operatorio, leggermente inclinata su un fianco, con le braccia distese, un mega telone calato dall’alto che copriva dal busto in giù, l’infermiera che mi teneva impegnata con mille domande e io che pensavo come avrebbero capito che l’anestesia aveva già fatto effetto e chiedevo incessantemente se avessero già inciso, ma nessuna risposta… L’ho capito da sola, quando ho sentito il medico dire all’assistente che erano arrivati all’utero… Ogni movimento dei medici si traduceva una oscillazione del mini-lettino e di lì la sensazione di essere su una diligenza!

Uno dopo l’altro i bimbi sono nati e ho potuto vederli solo per un brevissimo attimo prima che venissero portati nell’incubatrice: erano un vero miracolo. Bellissimi!

In quel momento non avevo ancora ben realizzato che la vera avventura era appena iniziata…

Il pensiero che avevo in testa era: i desideri si ralizzano… perciò prestate attenzione a ciò che desiderate!

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