Essere genitori

A ciascuno il suo ( stile educativo )

stile educativo

Quanto è difficile essere genitori oggi?

Rispetto a 20 o 30 anni fa, come è cambiato?

Ogni periodo o epoca ci presenta delle peculiarità per cui fare un confronto non è così semplice; ciò che però oggi possediamo, sono maggiori strumenti di consapevolezza nell’essere genitori, con conseguenti maggiori possibilità di informarsi, confrontarsi e riflettere.

Nel corso dei nove fatidici mesi antecedenti il lieto evento, spesso ipotizziamo comportamenti o uno stile educativo basato su ciò che abbiamo sperimentato personalmente, oppure in base a ciò che vediamo nei contesti a noi più vicini.

Dal giorno della nascita in poi, la realtà si discosta e si sviluppa su binari diversi da quelli che si era immaginato.

Ogni genitore tenderà a crearsi nel tempo un proprio stile educativo, che rifletterà una compenetrazione tra il proprio modo di essere e percepirsi e le modalità di risposta del bambino (un individuo in miniatura, ma con una personalità unica e bisogni specifici).

Negli anni ’70, la psicologa americana Diana Baumrind ha proposto un modello relativo agli stili genitoriali, che può essere interessante conoscere.

La ricercatrice ha individuato 4 stili fondamentali:

  • autoritario (elevato controllo, utilizzo di regole rigide e non discutibili).
  • permissivo (scarso controllo e scarsa coerenza nelle decisioni e nelle regole).
  • trascurante (disimpegno nella relazione, sia sul piano delle regole, sia sul piano dell’affettività)
  • autorevole (controllo sui figli, manifestato in maniera chiara e serena. Rispetto dei bambini e dei loro desideri).

Lo stile autorevole è quello che ha mostrato nel tempo risultati sociali più adattivi, permettendo al figlio di sperimentare il limite e allo stesso tempo, facendolo sentire accudito e rispettato. In un clima emotivo di questo tipo, il bambino sa di poter sperimentare, le regole sono esplicate chiaramente e mantenute nel tempo, tuttavia si possono adattare e modificare in base alle necessità.

Questa è una delle teorie, ovviamente non l’unica e non quella più esaustiva, fornisce però un’idea sulle possibili declinazioni dell’essere genitori.

Al di là delle categorie e delle etichette che possiamo conoscere e ( dopo! ) mettere anche tra parentesi, può essere utile mostrare una certa flessibilità sia nell’educare i figli, sia nel valutare se stessi in questo ruolo più che impegnativo.

In fondo, non si cresce “soltanto“ un bambino… ma i genitori, alla ( auspicabile ! ) ricerca di uno stile educativo comune, intraprenderanno un percorso di crescita e di apprendimento insieme a lui, per una conoscenza reciproca da assaporare e accrescere giorno per giorno.

Dottoressa Ivana Oggero, psicologa.

www.sentierideldialogo.it

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